Le origini della canzone “It’s a small world”!

“It’s a small world” è la prima canzone che ci viene in mente pensando alle attrazioni dei parchi Disney. Una volta ascoltata, è impossibile dimenticarla.

Com’è nato questo brano musicale?

Robert e Richard Sherman erano due talentuosi compositori cresciuti in una famiglia di musicisti. Furono loro a scrivere la canzone It’s a small world, dedicata ai bambini di tutto il mondo. Il padre, Albert, fu uno dei compositori più influenti negli anni d’oro della Tin Pan Alley. Il nonno, Samuel, lasciò la Russia nel 1903 per diventare primo violino alla corte dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria
Con queste premesse, gli Sherman Brothers non potevano non diventare compositori Disney e, nel 1990, Disney Legends.
Walt Disney li apprezzava molto per la semplicità e la leggerezza con cui affrontavano argomenti seri, perciò assegnò a loro il compito di scrivere le canzoni di Mary Poppins (1964). 

Cercando l’armonia

"It's a small world" a Disneyland Paris

 

Il caso svolse un ruolo molto importante nella composizione di It’s a small world. Nel 1964, i Walt Disney Studios presentarono diverse attrazioni alla Fiera Mondiale di New York. All’inizio, fu chiesto agli Sherman soltanto di scrivere una canzone per il Carousel of Progress, ma si verificò un problema nell’attrazione Children of the World
Originariamente, le bambole animate che rappresentavano i bambini di tutto il mondo dovevano cantare l’inno nazionale di ciascun Paese. Ma tutti gli inni nazionali cantati nello stesso momento risultarono tutt’altro che armoniosi.
Così, Walt Disney convocò i due fratelli per cercare di risolvere il problema: li invitò agli Studios e chiese loro di comporre una canzone che le bambole potessero cantare contemporaneamente, ciascuna nella propria lingua madre. Per descrivere ciò che aveva in mente, Walt usò le parole “dopotutto” (“after all“)e “mondo piccolo” (“small world“), e grazie a quelle espressioni, la lampadina si accese…

Quello che conta è la semplicità

Gli Sherman Brothers si misero subito al lavoro, tenendo bene a mente le indicazioni di Walt: “Abbiamo bisogno di un motivetto semplice… come Row, row, row your boat, ad esempio”. Così, composero una melodia divisibile in due parti e abbastanza semplice da poter essere arrangiata in contrappunto. Questa fusione di uguaglianza e diversità colse a pieno lo spirito dell’attrazione. Tuttavia, i due fratelli trovarono la melodia troppo semplice e scrissero due canzoni più intricate, indecisi su quale presentare a Walt Disney.
Dopo due settimane di riflessione, scelsero di tornare a lavorare alla loro idea originaria, che fu molto apprezzata.
Nonostante la melodia sia la stessa, la versione dell’attrazione è molto diversa dalla preghiera per la pace lenta e delicata presentata a Walt, che volle accelerare il tempo e usare lingue diverse. Giacché gli Sherman conoscevano soltanto l’inglese, iniziarono a cantare la canzone in lingue immaginarie improvvisate, facendo ridere a crepapelle i loro colleghi.
It’s a small world ebbe così tanto successo che diede il nome all’attrazione.

"It's a small world" a Disneyland Paris

Il mondo in concerto

Per la versione originale dell’attrazione, il musicista Bobby Hammack ha creato 29 orchestrazioni della famosa melodia in sei lingue diverse. A Disneyland Paris, John Debney (Il Libro della Giungla, 2016) ha creato l’orchestrazione sinfonica della canzone grazie a 60 musicisti della London Chamber Orchestra (LCO). Ha aggiunto anche alcuni strumenti tradizionali dei Paesi rappresentati, ad esempio la cornamusa scozzese, la marimba latinoamericana, il sitar indiano e il taiko giapponese. Le varie voci cantano in inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, danese, portoghese, arabo ed ebraico. Alcune di queste voci sono state registrate da bambini nei loro Paesi di provenienza. 

John Debney ascoltava gli Sherman Brothers lavorare nel loro ufficio quando era bambino (suo padre, Lou Debney, era un produttore televisivo che lavorava per la Disney). Crescendo, è diventato l’arrangiatore di uno dei loro capolavori. Se ci pensate, il mondo è davvero piccolo, dopotutto! 

Fonte dell’articolo: InsidEars

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