Planes – Curiosità sul nuovo film Disney

News e curiosità sul nuovo film “Planes”, una nuova avventura tutta firmata Disney, in Italia dal prossimo 8 novembre!

Planes, il nuovo film Disney ispirato al lungometraggio Pixar Cars, ha già incassato 80 milioni di dollari in America.

Planes è diretto da Klay Hall, che ha già collaborato con la Disney per la produzione di Trilli e il Tesoro Perduto e con i DisneyToon Studios.

Il film parla di un piccolo aereo agricolo dal grande cuore, Dusty, che sogna di diventare un aereo da competizione per partecipare alle gare ad alta quota. Ma, soffrendo di vertigini e non essendo stato progettato per lo scopo che vorrebbe raggiungere, incontrerà parecchie difficoltà nel superare i record d’altezza già prefissati in precedenza, ma, al tempo stesso, si renderà conto del suo coraggio e delle sue capacità.

Klay Hall, il regista, ha sempre dichiarato di amare gli aerei, ancor prima che il progetto di questo lungometraggio gli venisse presentato. Così, non appena John Lasseter gli ha proposto la regia di questo film, lui ha accettato senza pensarci due volte.

Così, Hall afferma, ricordando i suoi bei momenti a riguardo: “Ho sempre amato gli aerei. Mio padre era in Marina Militare e suo padre anche era un pilota. Hanno volato tutta la vita, trasmettendo anche a me la loro passione per il volo.

Quando ero bambino, qui in California mio padre e io prendevamo qualche hamburger e Coca Cola, andavamo vicino alla pista dell’aeroporto locale e guardavamo gli aerei decollare e atterrare. Mi sedevo lì e disegnavo mentre lui mi descriveva le caratteristiche dei diversi aerei. Ho ancora un paio di quei disegni. Così quando è saltato fuori questo progetto, ho avuto la possibilità di lanciarmi in questo universo.”.

Penso che il pubblico apprezzerà davvero il film Disney Planes, perché si tratta di una grande storia che ruota attorno a un personaggio che parte svantaggiato. C’è molto sentimento e trasmette un messaggio che vale per tutti noi: se riuscissimo a credere in noi stessi, ad abbandonare le nostre insicurezze e a lasciarci alle spalle qualsiasi paura ci trattenga, rimarremmo sorpresi dai risultati che potremmo ottenere. Ed è esattamente quello che succedere a Dusty in questo film. È un aereo agricolo che non ha mai volato sopra i 300 metri, ma sogna di essere il più veloce aereo da competizione del mondo. Deve superare diversi ostacoli e ha bisogno di scavare nel suo profondo per trovare il coraggio di diventare più di ciò per cui è stato costruito.

I produttori ed i disegnatori hanno dovuto fare un grosso lavoro, studiando per bene la costituzione, il funzionamento e la composizione di questi aerei, affinché si presentassero nel modo più realistico possibile e per aiutare Dusty a risolvere i suoi problemi strutturali.

Inoltre, Lasseter e lo stesso film Disney richiedevano un’alta fedeltà al materiale utilizzato per costruire gli aerei, al peso del metallo di cui sono composti e le dimensioni proporzionali di ogni parte dei velivoli; perciò nel film non si vedranno piegamenti di ali, le fusoliere non saranno allungate o schiacciate e i propulsori sembreranno proprio come quelli di aerei veri.

Su ciò, Hall dichiara:  “Siamo riusciti ad approfondire l’esperienza con ogni tipo di volo: mongolfiere, bombardieri della Seconda Guerra Mondiale e diversi tipi di jet e aerei civili.”.

Molte persone riguardanti la produzione sono andate ad informarsi facendo dei giri in aereo, studiando, prendendo parte a mostre fatte in musei, ed Hall, entusiasta di ciò, dice:  “Ero come un bambino in un negozio di caramelle. Siamo riusciti a parlare con pionieri dell’aviazione e piloti di aerei da combattimento, veterani della guerra di Corea, piloti , collaudatori civili. Abbiamo avuto un accesso speciale a Blue Angel e Thunderbird. È stato fantastico.”

Secondo lui, inoltre, il film è ambientato da qualche parte nel Midwest, e a proposito i produttori hanno dovuto visitare parecchie zone di questo territorio, fra cui l’Ohio, il North Dakota e il Minnesota.

Una scena del film sarà ambientata su una portaerei, ed è stata ispirata dalla portaerei di classe Nimitz, la cui storia risale al 1980.

Inoltre, dopo l’esperienza sulla portaerei, i produttori hanno fatto anche controllare alcuni dialoghi all’equipaggio per avere un lavoro ancor più fedele alla realtà.

“Abbiamo scoperto molto presto che con i carrelli a terra i personaggi erano reali… Ma non appena decollavano, quando dovevamo trasformare qualcosa in uno spazio tridimensionale, era molto più difficile. In un primo momento sembravano giocattoli.” ammette Hall, dopo aver parlato del lungo lavoro che hanno dovuto fare per rendersi conto di quanto fosse difficile far sembrare il decollo degli aerei nel film verosimile.

Jason McKinley, incluso nella produzione del lungometraggio, inoltre, vuole informarci che era stato scelto come specialista di volo, e che con ogni scena di volo il cielo è stato reso immenso per dare al pubblico un’idea di spazio e velocità molto alta.

Ma la cosa principale, per lui, è, nelle sue parole, che ricostruiscono gli schemi che Lasseter voleva per il film: “Gli aerei devono essere di dimensioni reali, il contesto deve essere di dimensioni reali e devi far volare l’aereo alla velocità a cui può effettivamente volare. L’occhio umano rileva molto bene la velocità: tutti noi abbiamo visto un uccello volare o abbiamo lanciato una palla. Abbiamo archiviato nella nostra mente una biblioteca di movimenti e come tali dovrebbero apparire. Nel momento in cui ti discosti dalle leggi della fisica, chiunque ti sa dire che qualcosa non va.”.

Inoltre, anche prima di far parte della produzione del film McKinley si era molto preparato sulle capacità di ogni aereo.

Su Dusty, invece, dichiara: “Passa dall’essere un aereo agricolo al diventare un vero aereo da competizione. Volevamo che fosse un momento grandioso e abbiamo finito per farne una sequenza di 50-60 riprese.”.

Inoltre, Sean Bautista, avendo pilotato una serie di velivoli ed avendo avuto ai tempi della scuola superiore il brevetto di pilota, ha mostrato alla produzione come aumentare la competitività di Dusty attraverso peculiari manovre che deve imparare a controllare prima di arrivare al circuito di gara, nonché come rendere autentici alcuni dialoghi del film.

Bautista , inoltre, conferma le parole dei suoi collaboratori: “Inserire cose reali dà proprio la sensazione giusta.”, concludendo poi dicendoci che addirittura hanno registrato degli aeroplani veri per collaudare la veridicità di alcune scene di volo.

Mentre tutti gli autori e i produttori studiavano tutto ciò, hanno scoperto che molti dei dati che avevano ricavato erano fondamentali per mandare avanti la storia.

Hall, poi, parlando di Dusty, aggiunge: “Non è fatto per volare alto, non ha mai dovuto volare alto. Quindi ha perfettamente senso che abbia paura dell’altezza. La paura di Dusty per l’altezza ci ha spinti  a richiedere la consulenza di uno specialista di fobie per essere sicuri di illustrare la paura in modo appropriato. Sapevamo che, se fossimo riusciti a catturarla nel modo giusto, avremmo potuto creare un legame più intenso con quel ragazzo nel pubblico che sta affrontando la sua paura, che sia dell’altezza o di qualcosa di completamente diverso.” 

John Tsilimparis, anche lui coinvolto nella realizzazione del lungometraggio, conferma: “È facile immedesimarsi con il personaggio e il carattere di Dusty perché tutti noi soffriamo di paure, alcuni più di altri, e tutti noi abbiamo lottato nella vita non senza difficoltà.”

Dopodiché, conclude Hall: “Proviamo compassione nei suoi confronti e vogliamo che riesca nella sua impresa. Amiamo chi parte svantaggiato. Tutti noi nella nostra vita siamo stati il personaggio svantaggiato. A un certo punto tutti noi siamo stati Dusty. È questa familiarità, insieme all’autenticità che abbiamo cercato di inserire a ogni livello, che farà parteggiare il pubblico per questo ragazzo. E penso che sia una delle parti migliori quando si va a vedere un film”.

Questo è tutto ciò che si sa su questo film, che ci aspetta al cinema in 3D il prossimo 8 novembre… Per tenervi aggiornati, seguiteci su Facebook e gli altri social!

 

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