Il Viaggio di Arlo: un film pieno di valori!

Il Viaggio di Arlo è il nuovo film Disney•Pixar, il secondo di quest’anno dopo Inside Out, nelle sale italiane a partire
dal 25 Novembre.

Premettiamo che ha avuto una lavorazione molto travagliata: sarebbe dovuto uscire l’anno scorso, ma durante la presentazione al D23Expo del 2013, Bob Peterson, uno dei due registi, non si presentò e poco dopo abbandonò il progetto, che passò interamente nelle mani del co-regista Peter Sohn. A seguito di questo cambio di regia sono stati molti i cambiamenti che Il Viaggio di Arlo ha subito rispetto al progetto originale: dalla sceneggiatura, ai dialoghi, al cast vocale. Un cambiamento quasi del tutto radicale, di cui il film sicuramente risente molto.

viaggio arlo

Arlo è un Apatosauro pauroso, imbranato, esile rispetto ai suoi fratelli e anche abbastanza sfigato. La sua famigliaarlo famiglia coltiva il grano e dopo vari furti alle provviste per l’inverno, suo padre costruisce un piccolo silo per tenere a riparo il cibo. I suoi genitori stampano con il fango la loro impronta su di esso e insegnano ai loro figli che solo chi porterà a compimento ciò che gli è stato assegnato, sarà degno di apporre l’impronta sul silo. Libby e Buck riescono a meritarsela, ma Arlo è bloccato dalla paura, nonostante voglia impressionare i suoi cari. Così suo padre, che crede costantemente in lui, gli assegna un nuovo compito: uccidere il ladro di cibo. Ma Arlo fallisce ancora una volta. Ed è così, tra un guaio ed un altro, che il piccolo e timoroso dinosauro comincia il suo viaggio istruttivo.

In questo strano cammino incontra diversi personaggi: uno arlo t rexSticosauro saggio e folle, una famiglia di T-Rex allevatori di mandrie, dei cattivi Pterosauri e dei perfidi Velociraptor. Nessuno di questi personaggi però riesce a dimostrarci davvero qualcosa, se non i T-Rex che ci insegnano ad essere fieri delle nostre cicatrici. Ma, specialmente i cattivi, non risultano così incisivi.

L’unico personaggio, senza il quale questo film non avrebbe avuto ragione di esistere, è il piccolo adorabileSpot Spot. Il selvaggio co-protagonista che per buona parte del film ruba la scena al nostro amico dinosauro. A lui non servono parole per esprimersi, sono sufficienti gli sguardi, i gesti e sicuramente ululare. Era Spot la bestiolina che rubava il cibo della famiglia di Arlo: il dinosauro se avesse voluto, avrebbe potuto ucciderlo da un momento all’altro ma, quasi inconsapevolmente, l’ha liberato deludendo le aspettative del padre. Il cucciolo d’uomo non ha mai dimenticato quel gesto e per questo gli rimane fedele e sarà fonte di forza e coraggio per il protagonista. Sebbene Arlo sia molto contrario all’inizio, i due creano un legame forte, che cresce sempre di più nel corso del viaggio.

Si perché ne Il Viaggio di Arlo si parla di preistoria, dove però i dinosauri, scampati all’estinzione, incontrano good dinosaurgli uomini primitivi. Ma non solo: è un ritorno al passato perché questa volta casa Pixar, non è riuscita a creare nulla di davvero innovativo. Tematiche già affrontate: l’amicizia, la famiglia, il perdersi per poi ritrovarsi, la crescita, il superamento delle proprie paure… già viste in milioni di film e in tutte le salse. Si è lasciata trasportare dai Grandi Re del Passato con tantissimi riferimenti a vecchi film di casa Disney. Di quali stiamo parlando? Lo avete capito benissimo: de Il Re Leone, ma anche di Koda fratello Orso. Richiami abbastanza evidenti che vi metteremo a confronto sicuramente in un prossimo articolo, proprio per evitarvi eventuali SPOILER.

paesaggiTecnicamente parlando non abbiamo davvero nulla da dire, se non cose positive: il paesaggio è ampio, realistico e pieno di dettagli che si contrasta bene con lo stile caricaturale dei personaggi. Gli effetti speciali sono da 10, con una simulazione perfetta dei cambiamenti ambientali. Immancabile la modesta colonna sonora di Mychael e Jeff Danna che culla i nostri sentimenti, le forti emozioni che si fanno sentire liberando la lacrima di commozione.

Infine, molto importante è il concetto di famiglia, che viene spiegato in modo semplice, chiaro e senza giri di parole. Semplificato al massimo attraverso un simbolo universale che anche i più piccoli sapranno comprendere: il cerchio.

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