Il Canto di Natale di Topolino, il successo natalizio che riabilitò Paperone!

23 Dicembre 2014
23 Dicembre 2014 regnodisney

Oh, what a merry christmas day
Hear the joyous music play
Bells are ringing
choirs singing

Iniziava così la lirica di Fredrick Searles, uno one-shot man, autore soltanto della main theme de Il Canto di Natale di Topolino. Un cortometraggio che dal 1983 a oggi è entrato nel cuore di tutte le generazioni che hanno avuto la possibilità di, durante le festività di Natale, abbracciare quella che è una delle rivisitazioni più profonde e meglio riuscite della più famosa delle opere di Charles Dickens, A Christmas Carol. Con protagonisti Topolino e Paperon de’ Paperoni nei ruoli di Bob Cratchit ed Ebenezer Scrooge, Il Canto di Natale di Topolino sovente viene proposto, dalle reti Rai, come cortometraggio d’animazione che apre le festività natalizie, soprattutto nel giorno della vigilia, per rievocare quello che fu a tutti gli effetti un capolavoro della produzione Disney, assente da trent’anni dalla realizzazione di cortometraggi con Topolino.

il canto di natale di topolino

La vigilia di Natale del 1843, mentre l’Inghilterra abbraccia il Natale, come d’altronde fa anche Fred (Paperino), Bob Cratchit (Topolino) è costretto a lavorare nell’ufficio di Ebenezer Scrooge (Paperon de’ Paperoni): l’avarizia del papero più ricco del mondo la notte stessa riceverà la visita di Jacob Marley (Pippo), il suo inseparabile socio, morto sette anni prima gli eventi raccontati. Il fantasma annuncia a Scrooge che presto riceverà la visita di tre spiriti appartenenti al Natale passato, al Natale presente e al Natale futuro, così da poter offrire una visione d’insieme a Ebenezer su quello che accadrà se continuerà a comportarsi come fatto con Bob Cratchit, sottopagato dipendente che lo ha sempre ricambiato con fiducia, solerzia e una non contrapposta disponibilità.

scrooge2

La scelta dei personaggi Disney che prendono il posto di quelli di Charles Dickens non è per niente casuale, d’altronde come potrebbe? Paperone non può che vestire i panni di Ebenezer, personaggio al quale è chiaramente ispirato sin dalle sue prime comparse, con il quale condivide il cognome Scrooge: avido, attaccato al denaro, incurante di ciò che gli gira intorno e delle necessità umane, Paperone riveste il ruolo che la Disney ha sempre ricalcato per lui, un uomo avaro, ma che dinanzi agli affetti sa riconoscere qual è il tesoro più grande: la famiglia. D’altronde l’incontro con Isabelle (Paperina), scatenato da Il Grillo Parlante nelle vesti di Spirito del Natale Passato, rievoca nella mente di Paperone l’errore compiuto in gioventù, quando precluse alla sua fidanzata la possibilità di riscattare l’ipoteca che gravava sul cottage per la luna di miele, da trascorrere insieme: un cuore infranto che in quel frangente non distolse Paperone dall’impegno di contare i soldi guadagnati in quella giornata.

La critica dell’epoca riuscì a dividersi, invece, su Topolino, che è impegnato a vestire i panni di Bob Cratchit, l’emblema della disperazione del popolino vittoriano. Un uomo costretto a lavorare per due scellini e mezzo penny al giorno, fino all’ultimo rintocco di pentola, lavando anche il bucato del proprio datore di lavoro: una famiglia sulla schiena, compreso un figlio storpio, il piccolo Tim, da accudire e da nutrire con un tozzo di carne. L’epifania di Scrooge è figlia della povertà di Topolino, che pur agendo passivamente e mettendosi esclusivamente in mostra sul palcoscenico che è l’Inghilterra del tempo, riesce a essere risolutore e motore secondario del momento di chiarimento. L’arrivo di Willie il gigante, nei panni dello Spirito del Natale Presente, conduce Scrooge proprio a casa di Cratchit, dove l’avaro papero assiste impotente alla cattiveria che ha scatenato su un uomo morigerato e timorato, capace di condurre una vita modesta nonostante i suprusi di uno scellerato datore di lavoro.

scrooge3

Nella chiusura, nel plot solving, è indovinata la scelta dello Spirito del Natale Futuro, che veste i panni di Gambadilegno: un avversario che negli anni ha subito un’evoluzione di grande spessore, passato dal fastidioso antagonista di Topolino a bordo del battello a vapore Steamboat Willie fino a diventare, sulle pagine del Libretto, un arruffone avvezzo a cattiverie non sempre vincenti. Munito, in questa sua versione ancora principesca nell’antagonismo, di sigaro fumante e tunica misteriosa, quasi a emulare Macchia Nera, Gambadilegno mostra a Paperone la tomba preparata dalle donnole de Le avventure di Ichabod e Mr. Toad: «È la tua, Ebenezer: dell’uomo più ricco di tutto il cimitero». La tomba, vuota sia di persone attorno a sé che della persona che dovrà riempirla, è l’oggetto che serve a Scrooge per annunciare il proprio cambiamento, per far sapere al mondo che pretende una riabilitazione, della quale si farà portatore egli stesso, pur di non essere risucchiato dalle fiamme dell’inferno.

Al finale è regalato il successo del Natale, la bontà di un periodo che riesce a mutare anche Ebenezer Scrooge, l’uomo che «ha lavorato una vita per fare i soldi e la gente vuole che lui li dia via». Eppure nell’ultimo terzo della sceneggiatura Scrooge è lì a regalare scellini d’oro ai collettori per i poveri, Topus e Talpino, così come annuncia a suo nipote Fred di voler partecipare alla cena in famiglia: sul ciglio della strada Saetta e Tobia giocano per strada, Mamma Coniglio e Nonna Gufo osservano il saltellare di un rinnovato Scrooge, con dei cameo che permettono all’intera produzione disneyana di assistere alla riabilitazione di Paperone. Un successo che permise a Burny Mattinson, regista del corto, di arrivare sino alla nomination per l’Oscar al miglior cortometraggio d’animazione, un evento che mancava dal 1948, quando toccò a Topolino e la foca. Un successo che negli anni non riesce mai a essere smorzato, che non risulta mai stantìo né vecchio, per un messaggio che è forte e ben raccontato, arricchito anche da momenti topici del doppiaggio: fu l’ultima volta, infatti, che Clarence Nash riuscì a dare voce a Paperino, l’ultimo personaggio Disney ad avere il proprio doppiatore originale ancora in vita dopo la morte di Pinto Colvig, di Walt Disney e di Billy Bletcher.

scrooge4

Fatevi un regalo per Natale e fatelo ai vostri figli, anche e soprattutto: guardate Il Canto di Natale di Topolino. Perché Paperon de’ Paperoni va riabilitato agli occhi del pubblico.

, , ,

Comments (0)

Lascia un commento

error: Content is protected !!