Cinema – Le più belle Storie Disney: Topolino omaggia Fellini!

24 Febbraio 2020
24 Febbraio 2020 regnodisney

Per il centenario della nascita di Federico Fellini, Giunti Editore presenta un libro a fumetti in cui Topolino ricorda La Strada e La Dolce Vita.

Tanti saranno gli eventi che omaggeranno il genio felliniano, nell’anno in cui avrebbe compiuto cento anni. La Disney ha deciso di ricordare il pluripremiato regista con un volume a fumetti in cui vengono rivisitati due dei film che l’hanno reso celebre: La Strada e La Dolce Vita. Le versioni Disneyane di queste storie sono anticipate da una prefazione di Vincenzo Mollica, che rivela alcuni retroscena su Fellini e sul suo rapporto con la Disney. Inoltre, Mollica ha curato la parte finale del libro, dove i personaggi Disney consegnano l’Oscar al regista. 

La Strada

Topolino presenta: La Stradaun omaggio a Federico Fellini è una storia del 1991 (volume 1866 di Topolino), sceneggiata da Massimo Marconi e disegnata da Giorgio Cavazzano. Questa versione Disneyana del film fu un’idea di Vincenzo Mollica, e lo stesso Fellini apprezzò tantissimo l’omaggio di Topolino: nella storia, verso la fine, appariranno anche lui e Walt Disney
Questa parodia è piuttosto atipica rispetto alle classiche storie a fumetti di Topolino.
La storia inizia infatti con un prologo ambientato nel mondo reale, con protagonisti Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina.
Questa telefona al marito da Hollywood per dirgli che il suo film La Strada è in corsa per ricevere l’Oscar e gli chiede di raggiungerlo il prima possibile.
Fellini prende il primo aereo per Los Angeles e in viaggio fa la conoscenza di un bambino lettore di Topolino che gli regala uno dei suoi albi a fumetti.
Fellini inizia a leggerlo, ma ben presto si addormenta e sogna che il suo film venga interpretato dai personaggi Disney: Minnie è Gelsomina, Zampanò viene interpretato da Gambadilegno e Topolino è il Matto.
Questi appaiono nell’aspetto che avevano negli anni Trenta, per rendere l’atmosfera un po’ nostalgica di un tempo ormai passato.
A questo punto ritroviamo molte scene del film rivisitate in chiave Disneyana, ma la rivalità tra Gambadilegno e Topolino rovina il film e causa il dispiacere di Minnie, dapprima entusiasta di essere la protagonista del film di Fellini.
Il regista viene però svegliato dalla hostess per essere giunto a destinazione, dopo aver salutato la moglie i due si recano a Disneyland, sotto invito di Walt Disney in persona, dove Fellini ritrova i personaggi del suo sogno, un suo sosia che si rivela essere Walt e una banda di indiani a cavallo.
Queste ultime scene fanno riferimento all’incontro tra i due maestri della fantasia, avvenuto proprio a Disneyland e di come Walt Disney avesse accolto la coppia vestito con una divisa coloratissima, e avesse inscenato una rissa in un saloon per divertirli.

La Dolce Vita

Topolino e il Ritorno alla Dolce Vita è un omaggio a Fellini edito nel 2012 (volume 2935 di Topolino), sceneggiato da Roberto Gagnor, supervisionato da Marco Ponti e disegnato da Paolo Mottura.  
La storia comincia con l’arrivo di Topolino, Minnie, Pippo e Gambadilegno a Roma. Il gruppo è stata invitato negli studi di Cinecittà per girare un omaggio al film La Dolce Vita, che 50 anni prima vinse l’Oscar. Questo verrà poi proiettato in una serata speciale vicino alla Fontana di Trevi dove è stata allestita in una tenda una piccola mostra coi cimeli del regista. A dirigere il corto è Orazio, Topolino interpreta Marcello Mastroianni e Minnie Anita Ekberg. Tra gli interpreti è stato scritturato anche Macchia Nera, nella parte di Robert il divo americano, nonostante le rimostranze di Topolino.

Partono le riprese, vengono girate le scene più importanti del film e in una scena vi è anche un cameo di Paperica, versione papera di Vincenzo Mollica.
Una serie di inconvenienti ed una figura misteriosa che si aggira per il set mettono a dura prova la pazienza di Orazio e fanno nascere dei dubbi in Topolino nei confronti di Macchianera.
Successivamente Topolino e Minnie si ritrovano a passeggiare per le vie di Roma, raggiungendo la Fontana di Trevi dove Minnie decide di ricreare la scena più famosa del film.
Topolino rivede la figura misteriosa e decide di seguirla nella tenda dei cimeli, trovandola vuota. Si scopre a quel punto che il ladro è Macchia Nera, che ha accettato di partecipare al corto solo per poter mettere le mani sui preziosi cimeli di Fellini. Dopo un inseguimento per i vicoli di Roma, Macchia Nera viene arrestato, ma si scopre che lui non c’entra con i sabotaggi.
Alla fine a Minnie e Topolino si palesa la misteriosa figura che non è altri che lo spirito di Federico Fellini che rivela ai due che quando ha saputo dell’omaggio è tornato ed ha apportato delle modifiche che non dovevano sabotare il film, bensì migliorarlo.
Saluta i due protagonisti per raggiungere il cast del suo nuovo film, Il viaggio di M. Mouse torna, tra cui anche sua moglie Giulietta, ed entrambi scompaiono poi tra le meraviglie di Roma.

Sapevate che…?

Federico Fellini fu intervistato su Walt Disney da Vincenzo Mollica per il TG1! Nel 1987, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita di Biancaneve e i Sette Nani, Mollica pensò a un servizio in cui Fellini avrebbe potuto rilasciare un’intervista sul primo classico Disney. Lui ci pensò per qualche giorno, poi accettò. 

Mollica dichiarò su quel servizio: 

Nel 1987 chiesi a Fellini se aveva voglia di fare una lunga intervista su Walt Disney. L’occasione era data dal cinquantesimo anniversario dell’uscita di Biancaneve e i sette nani. Ci pensò qualche giorno e poi mi disse che potevamo provarci. Provare per lui significava buttare giù una traccia di racconto e dopo sceneggiarlo. Lavorammo dieci giorni prima di cominciare a girare. Non tralasciò alcun particolare, a partire dalle domande, che dovevano essere funzionali al racconto. Niente fu lasciato all’improvvisazione. Studiò tutto nei minimi dettagli, comprese le scene che avrebbe citato nell’intervista. Decise anche il titolo che non doveva suonare solenne e nemmeno spiritoso, ma normale: Walt Disney: Due chiacchiere con Federico Fellini. Scelse il luna-park dell’Eur come luogo dell’incontro, diede disposizioni ai due operatori e poi tutto cominciò come aveva previsto: io dovevo far finta di vederlo per caso, grazie alla complicità di Fiammetta Profili e di una fotografa con cui stava lavorando all’introduzione di un libro americano sui Clowns. Sempre per caso lui avrebbe risposto alle domande su Biancaneve e Disney, come se si trattasse di un’intervista scippata. Il gioco funzionò a tal punto che quando andò in onda il programma come Speciale TG1, nessuno si accorse, compresi i critici televisivi, che tutto era stato studiato nel dettaglio. Il presidente della Disney italiana di allora, Bertini, per l’ammirazione che aveva per Fellini, tramite Vito Matassino ci mise a disposizione tutto l’archivio cinematografico, compresi i dodici film considerati intoccabili, televisivamente parlando, tra cui Biancaneve e i sette nani. Per illustrare il suo incontro con Disney Fellini fece anche un disegno molto buffo e festoso.

Fellini sosteneva che Walt Disney fosse un abile maestro nell’inserire elementi cupi, gotici, nelle sue storie, e di farlo (al tempo stesso) con fare quasi ipnotico, curvilineo, avvolgente. Una delle sequenze più belle, secondo lui, di quelle che trasmettono una grande finezza psicologica, è quella in cui la Regina, travolta dalla gelosia, cerca di costruire un frutto avvelenato per farlo mordere a Biancaneve. Qui c’è una finezza da grande autore: per rendere più appetitosa e irresistibile la mela, la Regina tende a farla così ghiotta che quasi lei stessa vorrebbe morderla. In un certo momento, tende la mela a un corvaccio nero, che si ritrae spaventato. In questi elementi da film dell’orrore, pieni di angoscia, Fellini riconobbe una poesia, un tocco di classe. 

Con questo articolo ci teniamo ad omaggiare anche Vincenzo Mollica, pilastro del giornalismo italiano e uomo di grande cultura, che quest’anno va in pensione. Ha valorizzato l’arte (in ogni sua forma) in modo straordinario, e lo ringraziamo immensamente per il lavoro svolto e per la passione che ha sempre dimostrato, perché senza di lui questo libro e tante altre opere non sarebbero mai esistiti.

Continuate a seguirci per non perdervi altre curiosità sul mondo Disney! 

 

 

 

 

 

 

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