Big Hero 6: un’avventura sulle ali della robotica!

Big Hero 6 è il 54° Classico Disney, ispirato all’omonimo fumetto Marvel, che uscirà nelle nostre il sale il 18 Dicembre 2014, ma che noi abbiamo già visto in anteprima: ecco la nostra recensione!

Dopo essersi addentrata nella realtà virtuale dei videogiochi con Ralph Spaccattutto, ed esser tornata sul tema delle fiabe classiche con Frozen – Il Regno di Ghiaccio, la Disney quest’anno si supera esplorando il mondo della robotica con Big Hero 6: una travolgente avventura ambientata in un futuro non troppo lontano che vi porterà alla scoperta delle più sofisticate tecnologie. La storia, dal tratto tipicamente fumettistico, parla di robots grandi e piccoli, ma anche di amicizia, di perdita e del tentativo di porre rimedio a situazioni a cui non sempre si può trovare una soluzione.

Big hero 6 recensione

Il film si apre con una vista mozzafiato su San Fransokyo, dove oriente e occidente si mescolano in un connubio sensazionale tra avanguardia architettonica e tecnologia. In questa futuristica città vivono Hiro Hamada e suo fratello Tadashi, che abitano con la Zia Cass, e trascorrono le giornate sui principi della robotica avanzata. Tuttavia, il quattordicenne prodigio spreca il suo talento costruendo invincibili minibot per combattimenti clandestini negli angoli bui della metropoli, mentre suo fratello maggiore, iscritto al prestigioso Istituto di Tecnologia di San Fransokyo, lavora ad un progetto innovativo che potrà migliorare il mondo e la vita delle persone: un operatore sociosanitario di nome Baymax. Hiro rimane affascinato da questa creazione socialmente utile e scatta in lui la scintilla per compiere grandi imprese attraverso l’applicazione della tecnologia, desiderando di studiare anche lui nella “scuola dei Nerd”. E’ così che questo geniale ragazzino inventa un congegno in grado di controllare, con la forza del pensiero, le azioni di microbot (che ricordano vagamente i GEOMAG degli anni 90′) presentando il progetto alla Fiera d’ammissione dell’Istituto: “Se puoi pensarlo, con i microbot puoi farlo! L’unico limite è l’immaginazione!”. E’ un’enorme successo, tutti ne rimangono incantati. Ma quella sera stessa per tentare di salvare il suo professore, Tadashi perde la vita in un tragico incendio, e la gioia e la soddisfazione svaniscono, lasciando un immenso vuoto nel cuore del protagonista, che solo grazie alle cure del premuroso Baymax potrà esser colmato. L’adrenalinica Go Go Tomago, il maniaco dell’ordine Wasabi No-Ginger, la maga della chimica Honey Lemon e il fanatico Fred sono gli amici Nerd che aiuteranno Hero in questa avventura, contro un cattivo misterioso che (purtroppo) non è poi così potente. Sicuramente avremo preferito un cattivo “veramente cattivo” e che quell’alone di mistero dei primi 20 minuti, fosse stato prolungato almeno ai 3/4 del film.

Big Hero 6 recensioni

Il tema principale è quello della famiglia, sia biologica, che quella che ci costruiamo grazie agli affetti. Il produttore Roy Conli afferma “È un tema molto forte che coinvolge sempre il pubblico. È interessante osservare le sfumature dei rapporti interpersonali in film ricchi di sentimento quali Bambi o Il Re Leone. Le loro storie toccano il cuore delle persone”.

Questo film è inoltre una cruda denuncia alla violenza! Baymax, l’enorme robot gonfiabile dall’aspetto di un “gigantesco marshmellow”, insegna ad Hero che non è giusto prefissarsi l’obiettivo di distruggere qualcuno solo perché ci ha strappato qualcosa nella nostra esistenza e che con la vendetta non riavrà indietro ciò che ha perduto: le persone care continuano a vivere in noi nonostante il crudele destino. Per questo motivo, il robot dal cuore grande che affianca il genietto nelle sue pericolose imprese, è il protagonista indiscusso della scena: si prende cura di Hiro favorendone un processo di crescita interiore e accompagnandolo in un finale commovente un po’ scontato e sicuramente già visto nella storia della cinematografia americana, citando in modo impeccabile “Il Gigante di Ferro” di Brad Bird.

hero e baymax recensione

Tutti questi elementi vengono proposti in una cornice umoristica, diversa dagli altri Classici, che alleggerisce la narrazione facendoci “guardare da un’altra prospettiva” un film Disney che genera un perfetto mix con l’universo Marvel, rendendo adatta la visione anche ai più piccoli.

 Grafica eccezionale, 3D impeccabile! Doppiaggio non perfetto: Flavio Insinna, ha sicuramente fatto del suo meglio, ma per quanto bravo possa essere, l’accento romano si sente eccome. D’altra parte, Virginia Raffaelle è perfetta nei panni della Zia Cass e Arturo Valli impeccabile in quelli di Hiro. Per concludere, nei titoli di coda c’è “Supereroi in San Fransokyo”, cantata dal rapper vincitore di Amici Moreno: musicalità e ritmo coinvolgenti che, in particolare, punta ad attrarre un pubblico di adolescenti e giovani ragazzi.

In una scala da 1 a 10? 7 e mezzo!

in una scala da 1 a 10

 

Inoltre non perdete l’appuntamento al cinema con noi, Venerdì 19 Dicembre presso il The Space Cinema Moderno – Piazza della Repubblica – ROMA: QUI L’EVENTO

Scritta da:
Federica Fratocchi
Federica Fontana
Claudia Spadaro

Commenta

commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.