VIEW Conference: Regno Disney incontra Alvy Ray Smith, il papà della Pixar!

Alvy Ray Smith è presente alla VIEW Conference 2014 di Torino per raccontarci
la sua esperienza di vita e come creato l’animazione digitale.



IMG_4771Alvy Ray Smith è un personaggio molto rinomato ed importante nel mondo dell’animazione digitale, in quanto è uno dei padri fondatori di questa meravigliosa tecnica.
È un personaggio carismatico e purtroppo non molto conosciuto, ma ha svolto lavori davvero ineguagliabili tra i quali: direttore alla computer grafica per la Lucasfilm (1980 – 1986); direttore del film StarTrek II (1982); realizzatore del cortometraggio The Adventures of Andrè e WallyB, il primo cortometraggio d’animazione realizzato totalmente in digitale (1984); ma soprattutto lo ricordiamo come fondatore della PIXAR, insieme a Ed Catmull e John Lasseter (1986).
(i video relativi a Star Trek II e al cortometraggio li potrete vedere in fondo alla pagina, dopo l’intervista)

Senza la sua idea innovativa oggi dovremmo dire addio a tutti i film di animazione realizzati in parte o totalmente in digitale: daF271_AWB Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri (1990) – primo film dove Pixar e Disney hanno collaborato-, passando da Toy Story (1995), per arrivare a Frozen (2013) e ai film che oggi possiamo vedere nelle sale cinematografiche!

Durante la conferenza Alvy Ray Smith inizia a mostrarci una foto di Manchester Baby, il primo computer creato al mondo con programma memorizzato (1948). Sullo schermo compariva una dicitura: “PIXAR”. E dal giorno in cui andò a visitare il museo in cui si trova questo computer, Alvy non ha mai più dimenticato quella scritta.
Ci racconta inoltre di come abbia sempre avuto la passione del disegno, ma che nonostante questo ha intrapreso come percorso di studio l’Informatica, laureandosi in questo campo. Un giorno, fortunatamente, si rese poi conto di aver sbagliato tutto della sua vita in quanto desiderava più di ogni altra cosa fare animazione e creare immagini che potessero muoversi da sole al computer. Così partì all’avventura dirigendosi in California dove, come afferma lui stesso, succedevano cose straordinarie!
Uno dei contributi principali che ha dato alla Computer Grafica è stato il modello di colori HSB (Tonalità, Saturazione, Luminosità). Grazie alle sue idee innovative e uniche, nel 1980 riesce a trovare lavoro con il suo team alla LucasFilm, dove conosce George Lucas e lavorando per lui nella realizzazione di software per l’animazione. Alvy sperava di poter sperimentare l’animazione digitale in quegli anni, ma questo non rientrava nei progetti di Lucas. Il suo desiderio di sperimentare l’animazione era talmente forte che nel 1982 decise così di lasciare temporaneamente la Lucas per iniziare una collaborazione con la Paramount per la realizzazione  di Star Trek II.
Durante la conferenza Alvy ci insegna come a volte sia difficile capire e soprattutto realizzare i propri sogni. Ma anche come ciò non significhi che bisogna abbandonarli, perché forse non è semplicemente il momento adatto o forse siamo noi a non essere ancora pronti ad affrontare le sfide che i nostri sogni richiedono. Lui stesso ci racconta come la nascita della Pixar abbia richiesto un lungo periodo di tempo, costellato da fallimenti e delusioni, per poter nascere. Ci illustra quella che viene chiamata Legge di Moore: si tratta di un enunciato matematico che afferma che “Ogni 5 anni la tecnologia migliora di 10 volte tanto“.
Secondo Alvy sarebbe questa la ragione del lungo percorso che hanno dovuto effettuare per vedere il sogno della PIXAR farsi realtà. Nonostante fosse un suo grande desiderio da giovane realizzare un film in animazione digitale, deve ammettere e confessare che questo non sarebbe stato possibile anni fa. E’ stato un bene per lui attendere e aspettare che la legge di Moore facesse il suo corso, così da arrivare agli inizi anni ’90: il periodo giusto con le tecnologie giuste per realizzare questo progetto.

La PIXAR per creare il primo cartone interamente in digitale ha impiegato 20 lunghi anni, eppure guardate adesso cosa riesce a realizzare in poco tempo grazie alla tenacia di Alvy Ray Smith!

pixar-logo

Signor Smith, come nasce l’idea di creare la Pixar in collaborazione con John Lasseter e Ed Catmull, e la successiva collaborazione con Steve Jobs?

lorencarpenter(sorride ironico al nome di Steve) Prima di tutto, vorrei mettere in chiaro che per me Steve Jobs ha contribuito solo a livello economico. Non mi è mai piaciuta come persona: grazie Steve per i soldi! Ma non c’è mai stato né un buon rapporto, né una buona collaborazione con lui.
Il gruppo fondatore della Pixar è stato creato a Long Island (stato di New York) a metà degli anni ’70. Il nostro obiettivo era quello di creare il primo film di animazione completamente in digitale. Ci abbiamo messo 20 anni per farlo. Forse, se avessimo saputo che ci avremmo messo così tanto tempo,  non avremmo nemmeno iniziato (ride, ndr).Nel corso della nostra vita, la Pixar ha avuto 3 mecenati che sostanzialmente pagavano le bollette: il primo è stato Alexander Schure, che noi chiamavamo affettuosamente “Zio Alex“. Purtroppo non è mai diventato miliardario anche se è stato il primo a credere nella nostra idea, anzi ha perso tutti i suoi soldi perché fare un investimento nella Pixar a quel tempo era evidentemente prematuro. Non c’erano ancora né la mentalità, né gli strumenti adatti per fare decollare il nostro progetto. Invece il nostro secondo finanziatore è stato George Lucas, mentre il terzo ed ultimo è stato Steve Jobs.
Inizialmente Ed Catmull ed io andavamo tutti gli anni di nascosto negli archivi della Disney, compiendo dei viaggi segreti, dove potevamo entrare grazie a John Lasseter che era un nostro amico (ride compiaciuto). In uno di questi viaggi abbiamo avuto l’onore di conoscere un grande animatore: Frank Tomas. In realtà cercavamo di conoscere più gente possibile per avere dei contatti e poter chiedere dei finanziamenti al nostro progetto.
A quel tempo, il manager della Disney era un ex giocatore di football che come unico pregio aveva quello di avere sposato la figlia di Walt Disney. Quindi non capiva ciò che noi volevamo proporgli perché non aveva alcuna conoscenza nel campo, però fortunatamente siamo riusciti a farci molti amici all’interno dell’azienda grazie alle nostre “missioni segrete”. A quei tempi John Lasseter era un animatore e fu il primo a non spaventarsi di fronte al nostro progetto. Il che è stato un bene perché avevamo bisogno di qualcuno per la parte artistica, ma sfortunatamente per noi John era vincolato dal contratto alla Disney. Siamo comunque diventati ottimi amici. Ricordo che una volta ci ha portati negli archivi della Disney e ci ha chiesto: “Che cosa volete vedere?” Ed Catmull ed io eravamo increduli “Ma puoi farci vedere qualunque cosa?” Lui ci rispose: “Sì sì, chiedetemi qualunque cosa!” Allora gli ho chiesto di mostrarmi la scena degli ippopotami ballerini di Fantasia. Lui è tornato con una busta manila contenente i disegni originali di Preston Blair e li ha fatti scorrere, foglio dopo foglio. In un attimo i disegni si sono animati sotto i nostri occhi, è stato emozionante! Un’altra scena che ho anche avuto l’onore di vedere è stata quella degli elefanti rosa di Dumbo, un’altra delle miei preferite.
Tempo dopo, siamo poi stati invitati ad una conferenza nel sud della California dove ai tempi era ormeggiata la Queen Mary,alvy dentro la quale si tenevano le riunioni. Lì siamo venuti a sapere che Lasseter non lavorava più per la Disney e finalmente siamo riusciti ad accoglierlo nel nostro gruppo. Gli abbiamo proposto di far parte del team, e lui ha accettato senza paura! A quei tempi il nostro mecenate era Lucas che non credeva realmente nel nostro progetto, perché secondo lui non era possibile creare un film di animazione soltanto con il computer; e se fosse stato possibile solo la Disney avrebbe potuto farlo.
Ma come avete potuto constatare con i vostri occhi, la Pixar non è stata da meno e abbiamo vinto la scommessa!

Essendo lei un pioniere della grafica computerizzata, come si immagina il futuro dell’animazione?

Questa è una mia opinione, ma soprattutto un mio desiderio personale: vorrei vedere un volto umano realizzato totalmente in animazione digitale. Ovvero una ripresa da vicino, uno zoom dettagliato che sia in grado di suscitare emozioni esattamente come quello di un essere umano.
Il viso deve essere talmente realistico che lo spettatore non deve più essere in grado di riconoscere la differenza tra quello digitale e quello di un attore vero. Con questo non intendo dire che gli attori debbano essere sostituiti, perché è impossibile sostituire il talento di un attore, ma questo volto deve essere visto come un avatar che interagisce.  Una cosa simile è già successa nel filmpittIl curioso caso di Benjamin Button” con Brad Pitt. Non mi riferisco alla parte del film quando il protagonista è giovane, né quando è vecchio, ma a metà della sua vita quando non si capisce se il volto sia realmente quello di Brad Pitt o se sia stato realizzato in digitale.
Ora, immaginate questo tipo di tecnologia. Pensate a tutte le cose che si potrebbero realizzare con questa nel futuro, per esempio riuscire a riprodurre accuratamente un importante personaggio del passato in modo tale da farlo interagire con degli attori. Non sarebbe meraviglioso?
Ecco questo è mio sogno: poter assistere ad un film realizzato completamente in digitale, inclusi gli umani.

Attualmente qual è il suo ruolo all’interno della Pixar? Si occupa ancora di seguire i film in uscita?

No, attualmente sono in pensione. Ho contribuito con il mio lavoro alla creazione di questo meraviglioso Studios, ma adesso mi godo il meritato riposo (sorride).

IMG_4763Ultima domanda: c’è un film Pixar che le sta più a cuore o che comunque è il suo preferito?

Gli Incredibili di Brad Bird. Brad è l’uomo più divertente che io abbia mai conosciuto, ed è un vero genio del computer.
Ai miei tempi quando facevo io animazione era orribile, i computer erano lentissimi e dovevamo aspettare degli anni per riuscire a fare un film! Adesso invece i software sono molto veloci, ottimi e permettono di fare qualunque cosa. Se poi li unite ad un talento unico come quello di Brad vengono fuori film straordinari come Gli incredibili, o Ratatouille!

GRAZIE ALVY, C’E’ UN GRANDE AMICO IN TE!


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