VIEW Conference 2014: i Puffi tornano sul grande schermo con una nuova esilarante avventura!

Village_Concept-homeMarcelo Vignali e Nöelle Triaureau  sono presenti alla VIEW Conference di Torino per parlare sia delle innovazioni della Sony Pictures Animation, sia del nuovo lungometraggio completamente in CGI dei Puffi.

 

MarceloNoelleMarcelo Vignali è un Art Director. Inzia a lavorare nel 1989 per la Walt Disney Animation Studios e dal 2003 collabora invece con la Sony Pictures Animation. Il suo portfolio vanta lavori come: Mulan (1998), Atlantis l’Impero Perduto (2001), Lilo & Stitch (2002), Koda Fratello Orso (2003), Boog & Elliot (2006), Surf’s Up (2007) Piovono Polpette (2009), I Puffi (2011), Hotel Transylvania (2012) e I Puffi 2 (2013).

Nöelle Triaureau è invece un’illustratrice, Art Director ed attualmente una Production Designer. Si è occupata  nella sua carriera di film di animazione quali Surf’s Up e Hotel Transylvania,  più i live-action sui Puffi  citati sopra.
Durante la conferenza ci hanno raccontato di come la Sony Pictures sia uno studio di animazione piuttosto innovativo rispetto agli altri, azzardando a volte delle scelte curiose e quasi eccentriche. Per esempio, scherza il duo, Piovono Polpette è un film di animazione del tutto singolare in cui si assiste ad un cambiamento meteorologico molto gustoso mai sperimentato prima.
I due artisti sottolineano quindi come sia proprio l’innovazione la chiave del successo dei loro film. Infatti, la Sony Pictures punta proprio a spingersi agli estremi e a non sottomettersi agli stereotipi delle favole. L’obiettivo è quello di creare in ogni cartone animato un nuovo linguaggio visivo per entrare nella mente delle persone.
Dopo avere presentato i loro lavori più divertenti con la Sony, Marcelo e Nöelle ci introducono nel mondo del prossimo film di animazione (ancora senza un titolo) sui Puffi, un film che riprende gli omini blu del loro creatore Peyo. Questa volta non saranno i Puffi ad entrare nel modo umano, ma sarà lo spettatore ad essere catapultato nel loro piccolo magico villaggio. Ci divertono con un blooper appositamente creato per presentare il lungometraggio ed infine, prima di salutarci, “si lasciano sfuggire”  una simpatica anticipazione di quello che sarà il prossimo progetto in cantiere: Braccio di Ferro!

Collage Marcelo Noelle
Noi li rincontriamo nel pomeriggio per un’intervista doppia. E sì, Marcelo e Nöelle sono proprio come ce li eravamo immaginati sul palco della conferenza. Lui, dall’aspetto ispanico, è un uomo simpatico, dinamico e molto eloquente; d’altro canto Nöelle, da brava francese qual è, è molto posata e timida. Ci danno subito l’impressione di essere molto affiatati e di formare un’ottima squadra.

Siamo un po’ tutti cresciuti con il mondo dei Puffi da bambini. Come è nata l’idea di farli interagire con delle persone umane nei primi film?

Marcelo: A dire la verità l’idea di far incontrare i Puffi con delle persone in carne ed ossa in un film ibrido non nasce alla Sony, bensì in uno studio di animazione diverso. Perciò l’idea iniziale non è stata nostra e quando ci è stata presentata l’abbiamo accolta così com’era.

Adesso però state lavorando ad un film sui Puffi totalmente in animazione digitale, tornando ad un universo esclusivamente cartoonistico. Perché?

PeyoNöelle: Sì, il film sul quale stiamo attualmente lavorando sarà fatto totalmente in animazione CGI.
La ragione per cui questo nuovo film sarà completamente in digitale è perché volevamo vedere i Puffi dei fumetti di Peyo (ndr: creatore dei Puffi) in un ambiente al 100% in 3D, mantenendo lo stile cartoon che ha contraddistinto e reso famosi i Puffi alla fine degli anni ’50.

Marcelo: Ci abbiamo dovuto provare! Se avete assistito alla presentazione di qualche ora fa, avrete visto che nei primi film i Puffi sono nel mondo reale e a tutti piaceva come li avevamo disegnati! Quello che però stonava era l’interazione tra il Puffo e l’essere umano: c’era bisogno di qualcosa di più credibile.
Così ci siamo detti: “Ok, i Puffi assomigliano a un cartone animato. Ma non vogliamo un cartone animato in un mondo reale.” Insomma, l’idea di come i Puffi erano stati disegnati è piaciuta al pubblico, aveva senso quindi fare un film in cui i Puffi potessero essere come Peyo li aveva creati per il fumetto. Ma non in un live-action, perché questo avrebbe richiesto di fare i Puffi troppo realistici.
Questa è la ragione per cui il film sarà tutto in CGI.

Nöelle:  Ragione per cui questo nuovo film sui Puffi non è una continuazione dei film precedenti e non ha nulla a che fare con questi, ma esplorerà nuove avventure in un mondo diverso.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate nel vostro lavoro di animazione?

MavisMarcelo: (sospira pensieroso, ndr) Credo che la sfida più grande, quella che la maggior parte delle persone non immagina nemmeno,  sia che ogni singolo aspetto, ogni singolo pixel che vediamo sullo schermo richiede di essere creato.
Un film in live-action è più facile da questo punto di vista! Abbiamo bisogno di un bar? Conosciamo un bar carino da cui prendere spunto per far incontrare i protagonisti? Molto bene, costruiamone uno! E poi si fa muovere la telecamera al suo interno per fare le riprese.  Per esempio, non c’è  bisogno di considerare l’illuminazione, si può avere una luce naturale o artificiale, ma basta inserirla nel set.
Non si pensa all’atmosfera, cosa che nell’animazione è importante. Quando stavamo lavorando per Hotel Transylvania abbiamo dovuto costruire un set reale del castello per capire come potesse essere starci dentro. Le sensazioni, l’illuminazione, l’atmosfera tetra. Dopodiché abbiamo disegnato tutto, stando attenti a includere l’atmosfera che c’era nel set  per rendere la scena cupa e misteriosa. Penso che sia proprio questo uno degli aspetti più complicati, che la gente non considera, nel creare un film di animazione.

Nöelle: Una cosa secondo me difficile da realizzare è invece quella di inventarsi un nuovo mondo. Tutti sappiamo che aspetto abbia una bottiglia nel mondo reale. Ma che aspetto ha una bottiglia nell’universo dei Puffi? Com’è una macchina fotografica nel loro mondo? Secondo me sarà semplice, tozza, carina e tondeggiante, più grande del normale, perché i Puffi hanno delle mani grosse. Che è quello che Peyo ha voluto fare ingigantendo le prospettive, facendo sì che i Puffi potessero sembrare più piccoli.
In effetti, i Puffi  assomigliano a dei bambini e questo li rende più simpatici. Immaginate allora che ogni singolo oggetto debba essere creato per quell’universo! Così dobbiamo pensare, disegnare e dipingere ogni singola cosa –oggetto, ambiente o albero che sia- in un modo diverso dal nostro.
Infine un’altra cosa difficile da fare, che accade spesso nel nostro lavoro, è che dobbiamo fare più disegni ed interpretazioni dello stesso personaggio o paesaggio finché non troviamo quello perfetto che è in sintonia con tutto il resto.

Una domanda per la signorina Nöelle: ci conferma che a questo film dei Puffi è stata la prima volta che si è cimentatapuffapper come Production Designer?

Nöelle: Sì, è la prima volta che lavoro come Production Designer.

E come si è trovata a svolgere questo incarico?

Nöelle: (sorride imbarazzata, ndr) Oh… Mi sono sentita davvero molto privilegiata a lavorare con un team così meraviglioso, tra cui Marcelo Vignali e il Character Design Patrick Mate. Ho avuto l’occasione di lavorare con questi grandi talenti e non posso che sentirmi onorata di questo. E’ una grande gioia lavorare con ognuna di queste persone!

Adesso una domanda per Marcelo: poiché lei ha lavorato sia con i film in tecnica tradizionale che in digitale, come è cambiato il suo lavoro?

Marcelo: Onestamente, il mio lavoro non è poi cambiato così tanto. Mi viene dato un copione ed io lo leggo. Dopodiché mi occupo del lavoro visivo, ovvero di come i personaggi dovranno apparire o come gli sfondi dovranno essere. Lo stile complessivo. Cerco di dare una prima idea generale di come il film apparirà e questo processo è praticamente lo stesso sia nel 2D che nel CGI.
Quello che cambia è che nell’animazione tradizionale, come per esempio Mulan a cui ho lavorato, si disegna solo ciò che viene inquadrato. Per Mulan io ho disegnato le stanze: quindi l’armadio del padre, le luci, la struttura. Ma non sappiamo cosa ci possa essere in un’altra stanza! Sì, ci sono le porte scorrevoli, ma non abbiamo mai disegnato il resto della casa finché non è stato necessario farlo per mostrare la scena da un’altra inquadratura.
Invece, nell’animazione CGI è necessario disegnare da subito tutta la stanza, tutti e quattro i muri, ognuno coi suoi particolari, come ho fatto per Hotel Transylvania. Quello che facevo, se disegnavo una porta, era di disegnare anche quello che stava dietro. Una cucina per esempio. E se nella cucina disegnavo due porte, era per creare la possibilità di avere due scelte sul tipo di inquadratura e da cui far muovere i personaggi. Questo nel 2D non viene fatto.

Curiosità ancora per Marcelo, visto che ha citato il film Mulan. Sappiamo che lei ha anche lavorato a Lilo & Stitch. Nella stanza di Mulan in LiloNani, si può notare un poster di Mulan appeso alla parete. E’ stata sua l’idea?

Marcelo: (sorride compiaciuto, ndr) Ottima domanda! Sono contento che l’abbiate notato! E’ stata un’idea di tutto il team, in quanto il gruppo artistico che ha sviluppato Mulan ha lavorato anche per Lilo & Stitch.

Ultima domanda, per entrambi. Ci sono stati dei cartoni animati o dei personaggi animati che vi hanno affascinati a tal punto da intraprendere questa carriera?

Marcelo: (si mette le mani nei capelli, ndr) Oh diamine…! Beh, quando ho visto per la prima volta Fantasia ho subito capito che sarebbe stato uno dei miei preferiti. Mi dava così tante emozioni! (si avvicina abbassando il tono di voce, ndr) Pensate che ero terrorizzato da Chernabog! Correvo sotto la sedia di mia madre. Però allo stesso tempo ne ero colpito e volevo sapere ogni singola cosa sull’animazione!
Invece, in termini di stile e fascino credo che Dumbo abbia avuto una grande influenza su di me, è il mio cartone animato preferito. Lo adoro! Anche se devo ammettere che lo stile de La Bella Addormentata nel Bosco è incredibile. Quindi per me è stato un privilegio lavorare per Boog & Elliot perché ho potuto rivivere ed interpretare a mio modo quello stile che mi piaceva tanto da bambino, ricreandolo come professionista. E penso che anche nei Puffi lo stile sia molto simile a Dumbo (Noelle annuisce), soprattutto per quanto riguarda lo sfondo. Ho avuto di nuovo la possibilità di creare qualcosa di simile ai miei cartoni preferiti, ne sono felice.

Nöelle: A livello visivo, amo assolutamente Bambi. Gli acquerelli e i colori pastello dell’ambiente, la ricerca dei dettagli, la morbidezza del disegno, sono molto belli e poetici da vedere.
Mi piace molto anche La Carica dei 101, ho sempre pensato che sia molto divertente! La mia scena preferita è quella in cui dalla finestra spiamo con Pongo la gente che passa lungo la strada. E vediamo che lì passeggiano alcuni padroni con i rispettivi cani ed è incredibile come in pochissimi secondi si possa capire molto della loro personalità, sia dei cani che dei loro proprietari.  Mi è sempre piaciuto lo storytelling visivo e sono molto onorata di poter lavorare proprio in questo campo.

 Puffi Peyo

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