Vestendo Lily James e Cate Blanchett nel nuovo live-action di Cenerentola!

La costumista premio Oscar Sandy Powell reinventa lo splendore della scarpetta di cristallo di Cenerentola.

C’è una misteriosa alchimia nel lavoro di costumista per il cinema, un matrimonio che unisce abiti, personalità e
la visione del regista. Cosa sarebbe la Dorothy di Judy Garland senza il suo grazioso grembiulino in percalle (Innocenza!)
e le sue luccicanti scarpette di lustrini rossi (Tentazione!), o Jean Harlow senza i suoi pomposi abiti di raso?
(entrambi i look vennero creati da Adrian, il re dei guardaroba della Hollywood della Golden Age.)

Lily James cinderella

L’eterea leggerezza di Audrey Hepburn venne centuplicata dalle creazioni in chiffon di Hubert de Ginenchy, mentre
la principessa di ghiaccio Catherine Deneuve scoprì in sé una vena di perversione grazie ai costumi di Yves Saint
Laurent per “Belle de Jour“.

“Il cattivo è sempre il più divertente da vestire”, ammette la tre volte vincitrice dell’Oscar Sandy Powell “e la
persona buona e gentile è sempre la più complicata.” Il live action Disney “Cinderella”, diretto da Kenneth Branagh
ed in uscita nelle sale a Marzo, le ha dato ampiamente modo di lavorare in entrambe le direzioni. Lily James (Lady Rose
di Downtown Abbey), inscena il personaggio icona della fantasia di tutte le ragazzine, mentre una sfarzosamente
ingonnellata Cate Blanchett indossa le vesti della matrigna cattiva.

Per la Blanchett, che la Powell ha vestito in ben tre film (compreso “Carol” di Todd Haynes, che uscirà l’anno prossimo),
i costumi della designer hanno un ruolo fondamentale nella sua preparazione. “Essere in dialogo con Sandy rende il lavoro
interiore dell’attore immediatamente più attivo e determinato” dice lei “invita alla grazia e all’irriverenza, e la
prestazione deve essere all’altezza della situazione”.

Nonostante la favola sia senza tempo, la Powell aspirava al look di un film del diciannovesimo secolo prodotto negli anni
’50 o ’60. Le sorellastre di Cenerentola sfoggiano il rosa e il giallo delle “sorority sisters” del 1950. “Dovevano essere
assolutamente ridicole fuori – in maniera un po’ estrema – e brutte dentro”. Vestire Cenerentola
invece ha richiesto un sottile ripensamento dell’iconografia tradizionale: “non la volevo vestita di stracci, come viene
spesso rappresentata nei libri,” spiega “quello che le ho dato in alternativa è un abito che comincia grazioso
e finisce sbiadito e usurato.”

Cate Blanchett e sorellastre Cenerentola

Il film segna una sorta di partenza per la costumista, la quale si è guadagnata da vivere disegnando per i colleghi inglesi Derek
Jarman (“Caravaggio”) e Sally Potter (“Orlando”) e i cui costumi combinano la sua profonda conoscenza degli abiti storici
con la selvaggia inventiva di un’artista straniero. E’ cresciuta circondata dai colori vibranti delle comunità Indiane a
Brixton, il quartiere a sud di Londra dove vive ancora oggi. Le stoffe che lì trova nei negozi di tessili si fanno strada
nei suoi lavori, assieme a costose sete italiane.

Per quanto riguarda l’Abito – l’abbigliamento magico che Cenerentola riceve dalla sua sbadata fata madrina (Helena Bonham Carter)
la sera del ballo reale – è un capo ceruleo con una voluminosa gonna composta da più di una dozzina di strati di impalpabile
seta in diverse tonalità di azzurro pallido, turchese e lavanda. “Quando l’ho indossato per la prima volta, mi sono sentita
allora stesso tempo potente e spaventata” ricorda la James. “Come potevo esserne all’altezza? Poi ho realizzato di poter usare
quella paura per mostrare a me stessa come Cenerentola si sarebbe sentita in quel momento.”

La tradizionale scarpetta di Cenerentola, invece, è fatta di cristallo, disegnata in collaborazione con Swarovski, e basata su
di una scarpa del 1890 che la Powell trovò in un museo del Northampton. Quella scarpa aveva dodici centimetri di tacco
e nessun plateau. “Quindi a parte il fatto che le scarpette di Cenerentola sono di cristallo, la loro forma rende impossibile
camminarci,” dice la Powell. “Ma d’altronde non è la scarpetta di cristallo la calzatura “fetish” per eccellenza?”.

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Fonte: Vogue

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