Molestie a Hollywood: lo scandalo colpisce anche Lasseter

Il direttore dei Pixar Animation Studios John Lasseter si auto-sospende per sei mesi dopo aver ricevuto diverse accuse di comportamenti che hanno messo a disagio le sue dipendenti. 

C’è chi ancora non ci crede, eppure la notizia risale a circa una settimana fa: John Lasseter, il direttore della Pixar Animation Studios, non è candido e innocente come potrebbe apparire dalle action figure che inondano il suo studio o dalle camicie hawaiane che indossa. 
Lasseter è stato accusato da diverse sue dipendenti di aver adottato atteggiamenti che le hanno messe a disagio. Abbracci indesiderati, baci non richiesti, commenti sugli attributi fisici sussurrati all’orecchio durante i party e gli eventi pubblici, ma anche in privato. Queste denunce, perlopiù anonime, l’hanno gettato nell’occhio del ciclone di quello che è diventato un fenomeno mediatico inarrestabile. 

Eppure, non tutto è perduto. 

Ma il papà di Woody e Buzz, di Saetta McQueen, di Elsa ed Anna, nonostante tutto, è un uomo degno di stima. Malgrado le accuse che gli hanno rivolto siano tutt’altro che leggere, John Lasseter, mortificato, si è preso sei mesi sabbatici perché non si è ritenuto degno di gestire il magnifico studio che è la Pixar, e ha chiesto scusa
Al suo staff ha lasciato un promemoria che recitava:

Ho sempre desiderato che i nostri studi di animazione fossero luoghi in cui i creatori potessero esprimere la loro visione con il supporto e la collaborazione di altri animatori e narratori di talento. Questo tipo di cultura creativa richiede una costante vigilanza da mantenere, basata sulla fiducia e sul rispetto, e diventa fragile se i membri del team non si sentono valorizzati. In qualità di leader, è mia responsabilità garantire che ciò non accada; e ora credo di non essere stato all’altezza di questo compito, e so di aver mancato su questo punto. 
È stata portata alla mia attenzione il fatto che abbia fatto qualcosa di irriguardoso nei vostri confronti e che vi mettesse a disagio.  In particolare, desidero scusarmi con chiunque abbia mai ricevuto un abbraccio indesiderato o qualsiasi altro gesto che ha superato il limite, in qualsiasi stato o forma.
Non importa quanto fosse innocuo il mio intento, perché ognuno ha il diritto di stabilire i propri limiti oltre i quali altri non possono andare e di farli rispettare.

Anche i Walt Disney Studios, che nel 2006 hanno acquisito la Pixar, si sono espressi:

Ci impegniamo a mantenere un ambiente in cui tutti i dipendenti siano rispettati e autorizzati a fare del loro meglio. Apprezziamo il candore e le sincere scuse di John e sosteniamo pienamente il suo periodo sabbatico.

In altre parole: Lasseter sa di aver sbagliato, ed è stato abbastanza umile da chiedere scusa e dare il buon esempio ai suoi dipendenti, ritirandosi dalle scene per qualche tempo. Perché quando un leader perde di vista l’obiettivo, deve almeno assicurarsi che anche gli altri non facciano lo stesso. E se è consapevole dei suoi sbagli, deve prendersi del tempo per riflettere e ripartire – perché no? – più carico di prima. 

C’è una nota positiva in tutto ciò?

Assolutamente sì. Le accuse di molestie rivolte a Kevin Spacey, Harvey Weinstein, Dustin Hoffman, Louis C.K., John Lasseter, Fausto Brizzi e tanti altri stanno dando forza alle migliaia e migliaia di persone che sono state, magari per tanto tempo, silenziose vittime di questi atti, e non solo sul posto di lavoro.
Finalmente, le vittime stanno raccogliendo il coraggio necessario per denunciare (e punire) chi ha fatto loro del male. Ma non solo: il fatto che questi casi stiano venendo a galla, e con una frequenza a dir poco spaventosa, è un forte segnale. Questi esempi ci ricordano, ormai quasi prepotentemente, che la molestia sessuale è un atto così diffuso e frequente che molte volte viene sottovalutato e taciuto, ed è considerata una responsabilità di chi la subisce smaltirla senza farsi condizionare troppo la vita. Come se fosse facile
Molti dicono che è sbagliato condannare Lasseter per dei semplici abbracci. Ma anche un semplice abbraccio, lì dove c’è l’intimidazione (accompagnata, nel suo caso, da baci e commenti sull’aspetto fisico, come si è detto sopra), può mettere a disagio e far star male chi lo riceve. Come lo stesso direttore della Pixar ha ammesso, ognuno ha dei limiti del tutto personali che vanno rispettati. 

Ma…

Eh sì, c’è un “ma“. Proviamo a separare le produzioni di Lasseter dalla persona che, negli ultimi giorni, i media stanno dipingendo. Proviamo a considerare semplicemente il suo lavoro. 
Se prendiamo in analisi alcuni film come Gli Incredibili, Ratatouille e Ribelle – The Brave, di certo non possiamo non considerare le figure femminili che questi lungometraggi presentano. Elastigirl è forte, coraggiosa, determinata e farebbe di tutto per la sua famiglia. Colette è l’unica donna a far parte di una cucina elitaria in cui per le donne non dovrebbe esserci posto, che si è guadagnata la toque con tanto duro lavoro e una buona dose di ambizione. Per non parlare di Merida, la prima principessa che non vuole un uomo al suo fianco e che, addirittura, gareggia per ottenere la propria mano. E vince.
Per quanto Lasseter possa, ormai, essere messo alla gogna, non si può dire che non abbia cercato di dare l’esempio giusto alle nuove generazioni con esempi sempre più lampanti di femminismo o, in termini più moderni, di girl power. E l’esempio giusto l’ha dato anche ai suoi dipendenti, nel momento in cui ha chiesto scusa e ha preferito prendersi una pausa di sei mesi.
Perché fra un uomo che sbaglia e un uomo che capisce di aver sbagliato c’è tutta la differenza del mondo. 

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Un pensiero su “Molestie a Hollywood: lo scandalo colpisce anche Lasseter

  1. John Lasseter è proprio un brav’uomo nella storia dei film d’animazione Disney Pixar, perchè a causa di molestie, si è autosospeso a vicenda dopo Cars 3 e, prima di Coco con il corto Disney Frozen – Le avventure di Olaf, Gli Incredibili 2 – Il ritorno della famiglia di supereroi, Frozen 2 – La vittoria del Bene, Toy Story 4 – Ritorno a casa di Andy, Oceania 2 – Il ritorno di Vaiana e i suoi amici e Cars 4 – L’era di Cruz Ramirez, aveva deciso di chiedere scusa.

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