Frozen 2: Elsa avrà una ragazza?

La sceneggiatrice di Frozen 2 non esclude l’ipotesi che Elsa possa trovare una ragazza tutta per sé. 

In questi giorni, questa notizia ha fatto il giro del web, portando la preoccupazione nelle case di genitori che ora staranno bruciando DVD, Blu-Ray e peluche di Olaf. Per non parlare del fatto che un politico italiano molto amato, che per raccogliere consensi più ampi ha pensato bene di togliere lo storico “Nord” davanti alla parola “Lega” (nonché di cambiare la parola “napoletani” con “immigrati” nei suoi slogan), sta cominciando a demonizzare Frozen, Elsa, Anna e il suo regista perché il gender (che in realtà si dovrebbe chiamare studio di genere, ma lasciamo correre anche questa) è una pratica del demonio che rovescerà il mondo, capovolgendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Perché il fatto che Elsa (e tanti uomini e tante donne reali) possa amare qualsiasi persona lei decida di amare è sindacabile da parte di chi non la conosce nemmeno. 

Ma mettiamo da parte la politica: quanto c’è di vero in questa notizia?

Frozen ha chiaramente portato a un’ondata di progresso, complice — soprattutto — il messaggio finale: l’amore vero, quello che ti salva, viene dalla famiglia. Non è un messaggio del tutto innovativo, perché (ricordiamo) l’amore fra sorelle è il cardine di Lilo e Stitch, e l’intreccio di Come D’Incanto si basa perlopiù su quanto sia sbagliato sposare una persona che non conosci. Eppure, per una serie di fattori, ha avuto un enorme impatto sul pubblico, conquistando grandi e piccini.
La comunità LGBTQ ha interpretato Let It Go come un inno per chi non ha ancora il coraggio di fare coming out.

Conceal, don’t feel, don’t let them know…
Well, now they know!
Let it go, let it go,
Can’t hold it back anymore.  

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I fan del film, abbracciando questa visione, hanno scritto una petizione e dato vita ad un hashtag: #GiveElsaAGirlfriend, con la speranza che la loro richiesta raggiungesse i registi prima che Frozen 2 fosse scritto.
Idina Menzel, la doppiatrice di Elsa in lingua originale, vorrebbe accontentare i fan. E la sceneggiatrice di Frozen, Jennifer Lee, è venuta a conoscenza della petizione ormai da tempo. 
In un’intervista a Jennifer Lee, la sceneggiatrice ha dichiarato che ama il dibattito che si è creato intorno ad Elsa, perché è un personaggio che ha molto da dire a tutti. Elsa è un personaggio che va per conto suo, ed è lei ad indicare la via ai registi e agli sceneggiatori. Se Elsa è omosessuale? Sarà lei stessa a dirlo ai suoi creatori, quando — e se — verrà il momento.

Questa storia si può riassumere con il titolo di una famosa commedia di Shakespeare: molto rumore per nulla. 

Come si può evincere dalle parole della stessa sceneggiatrice di Frozen, non c’è nulla di certo. Ci stiamo fasciando la testa prima di rompercela — cosa che in campagna elettorale fa indubbiamente comodo, ma non è molto giusta di per sé.
Ricordiamo, innanzitutto, che la Disney è molto famosa per la sua tendenza ad edulcorare le storie che avrebbero un finale tragico o, a volte, anche macabro. Basti pensare a Cenerentola e alle dita dei piedi delle sorellastre, episodio narrato nel musical Into the Woods. Quindi, anche quando arriverà a parlare apertamente di omosessualità (quindi non limitandosi ad un paio di scene rapide, come è accaduto per La Bella e la Bestia o Alla Ricerca di Dory), sicuramente lo farà con discrezione e tenerezza, le qualità con cui è cresciuto chiunque abbia passato l’infanzia nuotando tra le videocassette.

Molti potrebbero chiedersi: che necessità hanno i produttori Disney di parlare di omosessualità ai bambini, che potrebbero fraintendere o capire male la tematica?
La risposta è molto semplice: ciò che si impara da bambini è fondamentale per quella che sarà l’ideologia anche in età adulta. E l’ideologia è un’arma molto pericolosa, perché tutto ciò che facciamo (e diciamo) su una base razionale dipende da lei. Se a un bambino viene detto che gli omosessuali sono contro natura, sarà più difficile fargli cambiare idea quando sarà adolescente, e sarà ancora più difficile parlarne con lui da adulto. Le sue idee influenzeranno i suoi voti alle urne e il suo modo di approcciarsi a chi è diverso da lui. Apprezzare — e rispettare — la diversità da piccoli è il primo passo per creare adulti che apprezzino e rispettino la diversità. E solo perché si tratta di minoranze e di problemi che non sono proprio di tutti, non vuol dire che noi non dobbiamo parlarne od occuparcene.
Un personaggio tanto amato come Elsa potrebbe far capire in maniera molto efficace ai suoi piccoli fan che l’amore è amore, a prescindere dal suo destinatario o dalla sua forma

 

 Prima di bruciare i peluche di un povero, innocente pupazzo di neve, aspettate che esca il film. E, se possibile, evitate di prendervela con gli immigrati. 

 

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Un pensiero su “Frozen 2: Elsa avrà una ragazza?

  1. Credo che Anna, Elsa, Kristoff, Olaf, Sven, Oaken, Emma e Marshmallow, nel film d’animazione della Walt Disney Pictures Frozen 2, avranno dei futuri figli e futuri nipoti che seguiranno le orme dei defunti genitori: Kai Jr. e Gerda Jr.

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